In mostra… Alessandro Kokocinski

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La Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla, a Roma, ospita dal 17 ottobre al 1 novembre 2015 la mostra personale dell’artista contemporaneo Alessandro Kokocinski dal titolo: “La vita e la maschera: da Pulcinella al clown”. L’esposizione contempla circa 70 opere polimateriche dalle diverse tecniche di rappresentazione; sono infatti presenti sculture, tele, ma anche bronzi, collage, e bassorilievi con tecnica mista. La rassegna ripercorre la vita dell’artista apolide - nato in Italia da madre russa e padre polacco, ed esiliato in Sudamerica per sfuggire alle dittature europee - ed il suo ritorno in Italia dove si trasferirà definitivamente, e dove vive tutt’oggi. Quella di Kokocinski è infatti un’arte intensa e ricca di sfumature, nella quale è possibile riconoscere le sue radici come cittadino del mondo, nonostante egli ami definirsi il “perfetto apolide”, e nella quale è possibile individuare le tracce del fantastico russo mediato dal realismo sudamericano, e legato sia alla tradizione pittorica italiana e spagnola, che alla melodrammaticità del teatro partenopeo.


Proprio il teatro ed il circo ricorrono come leitmotiv nella vita di Kokocinski che in Argentina lavora come scenografo e acrobata equestre, e proprio al teatro ri approderà nel 1986 quando con Lina Sastri progetterà la scenografia e i costumi di “Cuore mio”. I continui riferimenti al teatro ed al circo sono da individuarsi principalmente nel tema della maschera, grazie alla quale egli reinterpreta la ricerca del sublime, al di là delle apparenze che si impone la società contemporanea, e quindi all’interno di quelle ferite che sono proprie di un mondo ‘vero’. I segni indelebili dei suoi anni di esilio, le persecuzioni politiche vissute in Argentina e in Cile, le discriminazioni razziali e i tormenti del suo fuggire, nonché una certa dimensione del sacro, emergono con forza, con pathos, ma anche con speranza, attraverso le sue maschere interiori. E così il divario fra luci ed ombre, fra tragedia e leggerezza, viene portato in scena dalle maschere che, secondo Kokocinski, sono l’elemento di gioco fra la vita e la morte. Pulcinella diviene simbolo di un’inquietudine bonaria, malinconica, Petruska, maschera russa, reinterpreta il concetto di solitudine, ed il clown, da sempre, simbolo di allegria, è l’emblema della sofferenza umana nascosta dietro un’ingannevole e surreale rappresentazione della realtà.


La mostra, ad ingresso libero, propone sei sezioni dedicate alla metamorfosi delle maschere interiori dell’artista, dall’Arena con tema taurino, al Pulcinella di “Accarezzavamo le stelle”(2013), Petruska, il Sogno, il Clown, e, infine, la Maschera interiore. Attraverso il processo di smascheramento, l’inganno diviene verità, ed è per questo che c’è sempre un pizzico di speranza nel dramma esistenziale raccontato dall’artista, dramma che si traduce in una denuncia propositiva anche grazie alla dolcezza e all’intensità dei suoi personaggi.

Per info: http://www.mostrakokocinskiroma.it/

Isabella Mazzola


Accarezzavamo le stelle, 2013
Cielo celato, 2011







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