Ikebana e gentilezza: le tradizioni della casa giapponese
#Funchitecture “Primavera non bussa, lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura, ha le labbra di carne, i capelli di grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano. Che paura, che voglia che ti porti lontano.” Così cantava il grande Fabrizio De André in “Un chimico” , anche se le nostre porte sono chiuse, ce la ritroviamo lo stesso in casa ed addosso. Potremo aprire uno spiraglio di finestra e farla entrare sotto forma di Ikebana , l etteralmente “fiori che vivono”. M a l'arte dei fiori giapponese può essere anche intesa come kadō , cioè "via dei fiori" , un cammino di elevazione spirituale secondo i principi dello Zen. Questa pratica ha origini antichissime, risale al VI secolo d.C., ma è dal XI secolo che esce dai monasteri per incontrare prima i Samurai, poi i nobili, poi tutti, religiosi e non. I noti guerrieri nipponici prima di iniziare una battaglia eseguivano sia l’ikebana che la cerimonia del tè, per raggiungere uno stato di pace e di ...