In mostra... Daniel Buren

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Presentato per il decennale del Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli, il secondo dei due interventi in situ dell’artista contemporaneo Daniel Buren commissionati nel 2015, al museo d’arte contemporanea napoletano. Oltre a Comme un jeu d’enfant. Lavoro in situ, 2014-2015, Madre, Napoli - #1, che sarà esposto fino a febbraio 2016 nella sala attigua, l’artista francese ha inaugurato la nuova stagione espositiva del Madre con l’opera in situ Axer/Désaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli - #2, che ha, di fatto, ridisegnato l’atrio del museo, essendo un’opera, appunto, in situ - espressione spesso utilizzata dallo stesso artista proprio a sottolineare la relazione voluta tra opera e spazio espositivo in sé - e cioè di dimensioni e proporzioni tali da assumere le vesti di una vera e propria architettura, nella quale lo spettatore, assorbito, possa sentirsi parte attiva e partecipante.

Formatosi all’Ecole des Metiers d’Art di Parigi, Buren è uno dei massimi artisti contemporanei a produrre un’arte che è quasi performance, costituita cioè da installazioni architettoniche che coinvolgono direttamente il visitatore - in una sorta di rottura della quarta parete - ed esistono solo in stretta correlazione con lo spazio fisico per il quale vengono ideate. È questo il caso di molte opere dell’artista sparse sul territorio italiano, ma è proprio con la città partenopea che Buren sviluppa un legame particolare, dalla personale al Museo Nazionale di Capodimonte nel 1989 - tre anni dopo aver vinto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia per il migliore padiglione nazionale - fino agli interventi più attuali.

La mostra, a cura di Andrea Villani ed Eugenio Viola, si sviluppa nello spazio a piano terra del museo ed è concepita dall’artista in modo tale da rivoluzionare l’asse prospettico che lega l’atrio del museo e la strada antistante l’edificio, Via Settembrini, posti obliquamente fra loro. Strisce bianche e nere di larghezza fissa, 8.7 cm, segno distintivo di Buren, colorano il pavimento della sala; specchi, e superfici vivacemente colorate (arancioni, gialli, blu) definiscono uno spazio all’interno del quale ogni visitatore è invitato a partecipare attivamente all’opera; uno spazio che cerca di attenuare il confine fra quello che è il museo e la città fuori da esso, in modo che l’interno e l’esterno si confondano fra loro; uno spazio che inscena lo spettacolo di colori allucinogeno e psichedelico che quasi restituisce quella teatralità folkloristica propria della vita popolare partenopea.

In esposizione dal 10.10.2015 al 04.07.2016, per maggiori info http://www.madrenapoli.it/


Isabella Mazzola
Axer/Désaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli - #2
Comme un jeu d'enfant. Lavoro in situ, 2014-2015, Madre, Napoli -#1


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