In mostra...Gillo Dorfles. Dall’estetica al disegno industriale, l’Essere nel tempo

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In mostra… Gillo Dorfles

Il 25 novembre al MACRO - Museo d’arte contemporanea di Roma- è stata inaugurata, assieme all’artista 105enne, la prima mostra antologica dedicata a Gillo Dorfles, a cura di Achille Bonito Oliva, con gli allestimenti di Fulvio Caldarelli e Maurizio Rossi, “Essere nel tempo”.

La mostra, contenente più di cento opere, celebra per la prima volta l’arte totale dell’artista friulano, pittore, critico, filosofo, e grande protagonista del XX secolo.

Nato a Trieste nel 1910, dopo aver conseguito la laurea in medicina con specializzazione in psichiatria, Dorfles diviene professore di Estetica ed insegnerà alle università di Milano, Trieste e Cagliari, dando numerosi contributi allo sviluppo dell’estetica nel dopoguerra, ponendo l’attenzione in particolar modo agli effetti socio-antropologici legati ai fenomeni artistici e culturali; ricordiamo saggi famosi tra cui Il disegno industriale e la sua estetica (1963).

Nel 1948, assieme a grandi nomi del panorama artistico novecentesco – Atanasio Soldati, Galliano Mazzon, Bruno Munari, per citarne alcuni– fonda il Movimento per l’arte concreta MAC, al quale contribuisce con una massiccia produzione artistica e per il quale scrive numerosi saggi e manifesti.

Nel 1956 contribuisce alla realizzazione dell’Associazione per il disegno industriale presso la quale non solo è spesso membro della giuria, ma viene anche premiato con il Compasso d’oro, uno dei più alti riconoscimenti al mondo per il design.

Dagli anni 80 ritorna a dedicarsi, si può dire esclusivamente, alla critica d’arte, per poi tornare ad esporre una sua personale solo nel 1986 nella città di Milano.

La mostra, al primo piano del museo di Via Nizza, espone più di cento opere dell’artista, dalle tele ricche di colori e tensioni asimmetriche, alle ceramiche, tra sculture, opere grafiche, documenti e video che testimoniano il percorso di vita di un artista poliedrico e totale che ha saputo fare del tempo il suo più grande amico.


Se, infatti, in un primo momento viene esposta quella che è la "sintassi astratta del tempo interiore" [Achille Bonito Oliva] dell’artista, grazie a tele eccentriche che indagano nella profondità del pensiero visivo, che è senza grammatica, e quindi scollegato dal mondo esteriore, in un secondo momento ad essere indagato è invece il rapporto di Dorfles con il tempo esteriore, quello che assordante ci fa cadere nell’errore del troppo pieno, e satura la scena fino a che non smarriamo la nostra libertà di vedere, sentire e immaginare nel ritmo di un "presente che è contemporaneità senza tempo" [Achille Bonito Oliva], ritmo incessante, nel quale passato e futuro si eclissano.

In sottofondo la storia del Movimento dell’arte concreta, uno dei movimenti artistici italiani più longevi, dopo il Futurismo, e un ricco repertorio di documenti, lettere, collaborazioni, saggi e monografie del Maestro che raccontano i suoi rapporti con alcuni degli intellettuali più influenti del secolo appena trascorso, da Italo Svevo, Eugenio Montale, Umberto Saba e Italo Calvino, da Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan, da Frank Lloyd Wright a Mies Van Der Rohe, da Lucio Fontana a Bruno Munari.

La mostra resterà in esposizione fino al 30 marzo 2016

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Isabella Mazzola

Fotografie di Liliana Ricci


Manifesto Movimento Arte Concreta


Due cornuti, acrilico su tela 50x59,5 cm, 1988 
Simbiosi di esseri, acrilico su tela 180x200 cm, 1996 
Esseri complementari (con feto), acrilico su tela 100x90 cm, 2007
Sullo sfondo: Blu vincente, acrilico su tela 70x80cm, 2013

In primo piano: Senza titolo, marmo Versilys, 1947-2013
Sullo sfondo: Vitriol, acrilico su olio e cartone 65x49 cm, 2010

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