Jerzy Tchòrzewski e la teoria dell' imprevedibilità

15:52 Valentina Solano 0 Comments

#IllustrationLovers

Abbiamo incontrato Jerzy alla London Illustration Fair e non abbiamo potuto fare a meno di essere attratti dalle sue "carte da gioco". 


Come è cominciata la tua vita da illustratore?

Mi sono accorto di saper disegnare quando a 15 anni ho disegnato un cane, ma la mia mano non seguiva ciò che suggeriva la testa, sembrava volersi esprimere da sola. Ho impiegato altri 12 anni per arrivare a fare quello che faccio ora, e nel frattempo mi sono dedicato anche ai graffiti. Sono finito a disegnare poster nello studio di Peter Kunce, all'Accademia di Belle Arti di Cracovia. E' stato il corso più duro ma sono contento di averlo scelto.
Per me il design è continua esplorazione e miglioramento. Ma è anche organizzazione e combinazione alchemica tra simboli che interagiscono tra loro.


Jerzy Tchòrzewski alla LIF15

I tuoi disegni sono caratterizzati da uno stile che possiamo definire essenziale oltre che da un abbondante uso del giallo. A chi, o a cosa, ti sei ispirato?

"We all live in a yellow submarine
Yellow submarine, yellow submarine"


E' evidente: è un colore che ha stile. Per il resto, mi ispiro senza dubbio alle grafiche moderne. Ad esempio, trovo interessante quello che fa Malika Favre: le sue grafiche sono belle, semplici; nei suoi lavori si nota che c'è l'idea ma anche stile nella realizzazione. In generale, ad ispirarmi è la mia vita ed il mondo, l'imprevedibilità del destino. E' proprio per questa incertezza che ho deciso di creare delle carte da gioco: nella vita non sai quale carta ti potrà uscire. Fiducia, amore, soldi, felicità, Parigi, l'Ucraina, il nuovo governo in Polonia, Putin, l'emergenza dei rifugiati sono i temi principali. Ma anche l'eccesso di ricchezza e l'opposta povertà.



Carte da gioco 

La Polonia è il tuo paese d'origine. In che misura le tue radici influenzano il tuo lavoro?

Sono stato coinvolto in diversi progetti, dal mapping alle esibizioni museali; 8 mesi fa ho terminato un progetto che riguardava 12 libri, 280 minuti di animazione video, centinaia di illustrazioni ed un sito responsive. Ho eseguito vari lavori per dei clienti in Polonia, ma sono particolarmente soddisfatto del progetto che ho presentato alla LIF. L'esperienza a Londra è stata grandiosa e non ho mai sentito tanta gente parlare dei miei lavori. Era uno spazio pieno di idee, forme e gente. La bellezza nella sua forma migliore. Mi è piaciuta!

Questo per spiegarvi che, nonostante le mie origini, a casa sostengono che i miei lavori non sembrano eseguiti da un polacco.

"Vive nel mondo, non in Polonia", dicono.

Intervista di Valentina Solano







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