Odoardo Fioravanti: Il personal trainer degli oggetti

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 #EcoDesign

Partendo dal presupposto che nella vita e nella progettazione, se cerco, presuppongo che potrò riconoscere, o riconoscermi in quello che cercavo, posso giungere alla conclusione che questo trovare, sia un ritrovamento, ovvero  il verificarsi di una coincidenza tra qualcosa che ho dentro e quello che c’è davanti ai miei occhi,come ri-incontrare, ri-vedere. Questo strabiliante processo di ricerca si può estendere alla vita ed al design . Fioravanti  parte dall’oggetto della memoria e lo sottopone ad un vero è proprio training . Vado in palestra per ri-scoprirmi . Come i maestri del design italiano,  parte dalla forma per poi giungere ad un processo di astrazione. Tre oggetti per conoscerlo e ri-conoscerlo.


ZoomArt,PalomarZoomart
è un monocolo progettato per gli amanti dell'arte. La forma compatta lo rende ideale per viaggiare in giro e guardare le opere d'arte in dettaglio. L'immagine può essere focalizzata semplicemente girando la maniglia sul lato. Un nuovo gadget da museo che soddisfa il bisogno di  non tralasciare i dettagli.






Calandra, Mesa.
Dal processo di calandratura nasce una linea di vasi e porta frutta che da piano diviene tridimensionale e dato che è specchiato si crea la moltiplicazione di ciò che c’è dentro. La casa degli specchi della frutta.







Industrious design,Electa
Il volume è il catalogo della mostra di Milano "Odoardo Fioravanti. Industrious design" (La Triennale, 22 settembre - 24 ottobre 2010). L’idea nasce dal concetto di esporre alla triennale non piu’ solo oggetti,ma il designer stesso: creare una sorta di “presepe” dello studio del  designer,per svelare e celebrare. Se il design è autopromozione  quale  canale  può essere più appropriato di un catalogo che spiega e mostra?








Per i più curiosi, consiglio il sito personale :
http://www.fioravanti.eu/

Cinzia Candela

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