Milano contemporanea tra arte e design: Pamela Rosenkranz alla Fondazione Prada

12:13 Isabella Mazzola 0 Comments



Nei giorni che inaugurano la Milano Art Week e la Miart, Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, e che precedono l’ormai noto anche al grande pubblico Salone del Mobile ’17 e la Design Week, abbiamo fatto visita ad uno dei centri più importanti per l’ arte contemporanea della città meneghina: la Fondazione Prada.
La fondazione Prada viene inaugurata nel 2015 in una zona a Sud della città, grazie al progetto di sostanziale riqualificazione di un’ ex distilleria di gin risalente ai primi anni dieci del Novecento alle porte di Milano dell’architetto olandese Rem Koolhaas; il progetto, infatti, comprende non solo la riqualificazione di ben sette edifici già esistenti, facenti parte del complesso originario, ma anche la creazione di tre nuovi spazi architettonici (Podium, Cinema, e Torre, quest’ultima ancora in fase di costruzione). 
La Fondazione non è un progetto di conservazione e non è una nuova architettura. Due condizioni che qui si confrontano l’una con l’altra in uno stato di interazione permanente…” spiega l’architetto che vede nella complessità del progetto l’opportunità di creare uno scenario culturale aperto ed in costante evoluzione.











In uno degli edifici già esistenti, appartenenti cioè al ex complesso industriale della distilleria, ossia la Cisterna, Pamela Rosenkranz ha inscenato la sua opera “Infection”, secondo capitolo del percorso di installazioni Slight Agitation che ha già visto l’opera di Tobias Putrih e vedrà poi Laura Lima e Gelitin, il collettivo austriaco attivo dal 1993, come autori delle future installazioni.

Nelle sue opere l’artista svizzera esplora il rapporto che esiste tra la chimica e l’essere umano, l’influsso dei processi chimici e biologici sulla natura umana e sulla sua cultura al fine di arrivare ad un nuovo inquadramento della condizione umana nell’ era della globalizzazione. Attraverso svariati materiali e linguaggi: perspex, lattice, acqua minerale, i mobili di IKEA, pigmenti in forma liquida, l’artista rielabora la posizione di assoluta sudditanza dell’uomo nei confronti di un futuro dominato da una natura chimicamente alterata e in relazione quindi alla tecnologia e alla nostra condizione naturale di esseri viventi. Con Our Product, opera esposta alla 56° Biennale di Venezia, i visitatori si trovavano di fronte ad una vasca in cui bolliva un viscoso liquido rosa, colore dell’incarnato usato nell’industria cosmetica dei paesi nordeuropei o colore dei nudi dei dipinti rinascimentali. L’influenza del colore è perciò fondamentale per l’artista che studia i processi fisici e biologici umani che accadono a livello cerebrale.






In Infection, il visitatore è portato ad assistere ad un’enorme montagna di sabbia, impregnata dall’odore di feromoni di gatto di sintesi che, per un determinato processo biologico, scatenerebbero reazioni di repulsione o di attrazione a seconda del soggetto. I punti di osservazioni sono due: dal basso della cisterna, dove la sabbia fuoriesce e sconfina in una struttura adiacente, o dall’alto, punto di vista privilegiato per venire in contatto con l’odore emanato dalla montagna, e per godere della luce verde RGB che la illumina dall’alto. Le reazioni di repulsione o attrazione dipenderebbero dalla presenza nel nostro corpo di un parassita, portatore della toxoplasmosi, infezione di cui è portatrice dal 30 al 70% della popolazione mondiale. La presenza di questo parassita pare influisca radicalmente sul comportamento dell’ospite secondario (tutti i mammiferi compresi l’uomo, ad esclusione del gatto) che ne è portatore, in quanto esso si sentirà più attratto dalla montagna impregnata di feromoni che altri. Pare inoltre che, nella vita di tutti i giorni, i portatori di questo parassita abbiano la tendenza ad essere coinvolti in più incidenti e più portati all’acquisto di abiti firmati. L’obiettivo principale del parassita è quello di riprodursi liberamente nel gatto, e per questo motivo, agendo a livello cerebrale, s’insinua nelle regioni dove si attivano gli stimoli sessuali per far sì che il portatore sia attratto dai feromoni felini. Questa traccia olfattiva è spesso utilizzata ad esempio nell’industria dei profumi, infatti ne contengono traccia profumi come Chanel n.5 e Obsession for Men di Calvin Klein.
L’opera della Rosenkranz, quindi, non solo stimola i nostri sensi quali l’olfatto, e la vista, ma ci prende di peso e ci scaraventa in una sensazione di disagio o di attrazione a seconda della nostra natura più intima, proprio a voler sottolineare l’importanza della nostra condizione biologica in un’era ormai assoggettata alla tecnologia e all’ artificio.



Isabella Mazzola





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